Ad ognuno la sua… PASSIONE!

Lavorare con bambini e adolescenti è un lusso! Ti ricorda quotidianamente quanto “crescere” porti con sé, troppo spesso, la perdita della capacità di giocare, di meravigliarsi, di viaggiare con la fantasia e di costruire mondi: tutte attività sintetizzabili con la parola “PASSIONE”.

Perché spesso da adulti perdiamo di vista le nostre passioni?

La risposta a questa domanda è rintracciabile attraverso una semplice osservazione della vita di ciascuno: sempre piena d’impegni, vissuta costantemente con la sensazione di non aver fatto nulla di straordinario. Spesso ci si ritrova sospesi in una specie di disinteresse emotivo, in cui la passione non viene lasciata fluire e crescere. Non dobbiamo, però, sottovalutare le ricadute di tale atteggiamento, perché desideri, talenti e passioni non soddisfatte possono diventare sintomi ben conosciuti, quali noia, frustrazione, rabbia e depressione.

Secondo Gregg Levoy, docente nel settore formativo ed educativo, le strategie che mettiamo in atto inconsciamente con noi stessi per resistere alle passioni sono diverse:

  • Nascondersi: dietro l’idea di dover fare sempre le cose con criterio e saggezza, aspettando di essere preparati e pronti;
  • Rimanere in attesa del momento perfetto;
  • Scegliere un percorso parallelo a quello vero;
  • Auto-sabotarsi, mantenendosi occupati e distratti per ignorare quello che la nostra attenzione vuole veramente;
  • convincersi che non si vuole veramente quella cosa: considerando ciò che si ha come “abbastanza” e che non serve altro.

È, invece, importante concedersi di ritrovare le proprie passioni, ascoltandosi intimamente, per capire quali sono le azioni, attività, interessi da cui non si può stare lontani perché, proprio le passioni, costituiscono un’inesauribile fonte di energia, una vera e propria spinta direzionata che ci permette di coltivare la fiducia in se stessi, l’auto-efficacia e l’autostima.

Spesso si è molto bravi nel costruirsi delle “scuse perfette” per togliersi dei pezzi di vita e di felicità. Bisogna però concedersi di chiedere a se stessi “Cosa mi fa stare davvero bene? Quale attività in passato mi ha fatto sentire gioioso, creativo, vivo?”… perché è da queste risposte che bisogna partire!

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