Chiamerò…forse…domani.

Dopo alcune sedute, qualche cliente si confida dicendomi: “Sono contento di essere qui, ma ammetto di aver fatto molta fatica a telefonare per prendere appuntamento”.

Perché accade tutto ciò? Quali sono i motivi di questa fatica?

Spesso succede perchè tendiamo a confondere il disagio psicologico con la malattia mentale e, di conseguenza, la volontà di rivolgersi ad uno psicologo per una consultazione o un sostegno psicologico sembra essere sensata solo in presenza di gravi psicopatologie. Questa errata convinzione contribuisce ad alimentare diffidenza e vergogna in coloro che sentono di aver bisogno di un aiuto. In realtà ognuno di noi, nel corso della propria vita, può attraversare un momento di difficoltà, sofferenza o confusione ed è possibile uscirne con un aiuto qualificato. A tutto ciò si aggiunge, inoltre, il pregiudizio che lo psicologo possa essere per “deboli” e che è meglio riuscire a farcela da soli. A questa considerazione, però, è bene contrapporre l’idea che riconoscere i disagi e i limiti personali è un vero e proprio atto di forza, tenendo sempre in mente che il merito del cambiamento è esclusivamente personale!

Un altro motivo per cui può risultare difficoltoso contattare uno psicologo è che, per alcune persone, non è sempre facile chiamare per chiedere aiuto. Si possono, infatti, provare vissuti di vergogna, di senso di colpa e di ansia di essere giudicati. È, quindi, importante ricordare che lo psicologo è un professionista e in quanto tale non emette giudizi, ma è pronto a sintonizzarsi con la sofferenza dell’altro per comprendere il suo mondo e per poterlo, quindi, aiutare.

Un timore che, a volte, allontana dall’idea di contattare lo psicologo è legato alla paura di non trovare la persona giusta, capace di poterci aiutare. La scelta della persona a cui porre la propria richiesta di aiuto è molto importante e bisogna considerare che non conta solo la preparazione, la competenza e l’abilità dello psicologo, ma anche la sua personalità, sensibilità, capacità empatica e, soprattutto, il rispetto con il quale accoglie la persona in difficoltà.

In conclusione trovo importante sfatare il mito più diffuso legato al mondo della psicologia: “Perché devo chiamare uno psicologo quando posso parlare con un amico?”. Contrappongo a tale considerazione l’idea che la natura della relazione psicologo- cliente è diversa dalla natura della relazione che intercorre tra due amici, ed è proprio questo aspetto che determina parte della forza legata al rapporto con il proprio psicologo. Quest’ultimo, infatti, non essendo coinvolto in dinamiche affettive, sarà sempre obiettivo e gli si potranno sottoporre tutte le questioni che ci creano dubbi e paure senza il timore di modificare e/o complicare le situazioni quotidiane.

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