La risposta “Mah, boh, così” alla domanda “Come stai?” risulta essere oggi la più diffusa, dopo mesi caratterizzati da restrizioni, modifiche a metodi e ritmi di lavoro, sospensioni delle attività ricreative, distanziamento e ritiro sociale.
Espressioni simili sono riconducibili, secondo lo psicologo Adam Grant (University of Pennsylvania), ad uno stato emotivo denominato “languishing” (languire). L’Autore dell’articolo descrive il languishing come “un senso di stagnazione e di vuoto. Ti senti come se ti stessi confondendo tra i giorni, come se guardassi la tua vita da un finestrino appannato”.
Con tale termine si indica, quindi, una condizione di assenza di benessere, scopo e gioia, in cui la motivazione e la spinta vitale sembrano essersi spente. A livello pratico ci si sente privi di gioia ma allo stesso tempo non si è disperati. Ci si sente svogliati e apatici.
Il languishing potrebbe, quindi, rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi mentali (Keyes et al., 2010; Iasiello et al., 2019). Sarebbe utile, quindi, prestare attenzione ai segnali e non sottovalutare questo stato di torpore, specialmente se associato ad altri campanelli d’allarme come l’eccessivo isolamento, l’indifferenza e la presenza di una certa stanchezza psico-emotiva.
Come si contrasta il languishing? Invertendo il senso di marcia, potenziando, quindi, il suo opposto: uno stato mentale di benessere caratterizzato da coloritura emotiva e prosperità psicologica.
Tutto ciò è possibile farlo attraverso un percorso psicologico in cui, grazie all’aiuto di un professionista, si andranno a potenziare alcune delle capacità più rilevanti per il proprio benessere. Sarà proprio la capacità di prefiggersi degli obiettivi, la competenza a coltivare relazioni positive o ancora la possibilità di alimentare un atteggiamento positivo nei confronti di se stesso e di tutte le nuove esperienze che la vita propone a costituire i principali temi di lavoro.
Sarà questa l’occasione per far fiorire la propria vita, superando così quel senso di “vuoto” lasciato dal Covid.